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Acqualatina prima dà, poi riprende. Pernarella (M5S): “No al dissalatore nel Golfo”

15 gennaio, 2018

La buona notizia è che dopo anni di ‘fiato sul collo’ da parte del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle Lazio finalmente Acqualatina ha pagato interamente alla Regione Lazio, circa un milione di euro, i canoni per tutti gli emungimenti di acqua pubblica da sorgenti e pozzi adibiti a consumo umano in provincia di Latina che mai, dal 2003, aveva versato; la cattiva è che il presidente della Regione Lazio in qualità di commissario delegato per la crisi di approvvigionamento idrico, e con decreto, a metà dicembre ha autorizzato l’installazione di un dissalatore per il costo di 1.530.000 euro che andrà a servire i comuni di Formia e Gaeta, nonostante il no della popolazione locale e del Consiglio comunale di Formia che a luglio si era espresso contro l’installazione“.

Ad affermarlo è Gaia Pernarella, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che poi aggiunge: “E’ una follia installare un dissalatore in un golfo che già diverse indagini commissionate da enti pubblici hanno definito deteriorato dal punto di vista della qualità ambientale con acque marine costiere, è stato scritto dal dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza di Roma, da “considerarsi critiche, non tanto per la presenza di uno specifico fattore di alterazione quanto per la concomitante presenza di più fonti di alterazione che in un contesto semichiuso e a scarso ricambio creano uno stato di notevole stress ambientale rispetto alle condizioni medie tirreniche”. Dove inoltre – aggiunge la capogruppo 5 Stelle in Regione sempre rifacendosi alla relazione del professor Loreto Rossi nell’ambito del progetto Samobis -, “l’analisi della distribuzione dei nutrienti azoto, nitrati e ammonio evidenzia un massimo di valori in prossimità della foce del Garigliano, nell’area a est del promontorio di Gianola e nell’area tra Gaeta e Formia… ….I nitrati, in particolare, mostrano valori più elevati in acque sia strettamente costiere che a largo, con un’ampia distribuzione in tutte l’area della foce del Garigliano, fino al promontorio di Gianola, e nell’area di foce Pontone, tra Caboto e il Porto di Formia””. Senza considerare che il Consiglio Regionale nel 2016 aveva votato, su proposta di questa Giunta e del gruppo allora Sel, un impegno a favore di misure di disinquinamento in ottemperanza alla delibera regionale del 2010 che istituiva l’Area sensibile (Giugno 2016, ordine-del-giorno-di-Sel-su-impianti-itticoltura), quella che prevedeva lo spostamento degli impianti di itticoltura al largo di Punta Stendardo: insomma, a quanto pare soltanto carta straccia utile a una mera propaganda politica.

Oltre ad augurarci che questo dissalatore non venga mai installato, e ci attiveremo anche legalmente come già fatto in passato per questioni legate all’acqua, ci auguriamo che questo denaro venga utilizzato per riparare ulteriormente la rete idrica: allo scopo, e incluso il dissalatore, il presidente Zingaretti ha consegnato ad Acqualatina 6263727,50 euro, nel sud pontino comprensivi di interventi che originariamente erano a carico della società che gestisce l’acqua pubblica in Campania e mai fatti rispettare. Non sappiamo se saranno sufficienti a evitare una crisi idrica come quella dell’anno appena trascorso, quello che però abbiamo ben chiaro è che fino a ora, e grazie alla dichiarazione del Governo sullo stato di calamità che la ha sollevata da ogni responsabilità, Acqualatina, pur avendo finalmente pagato, e senza interessi, quanto era tenuta a versare da anni (il costo degli emungimenti), è stata ancora una volta l’unica a guadagnare

Accertamento di Entrata Acqualatina SPA su canoni

Decreto Presidente Regione Lazio dicembre 2017

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