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Via della Pisana 1301 - 00163, Roma
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C’è sempre una prima volta

13 febbraio, 2014

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Anche oggi a via della Pisana c’è stato trambusto, non solo per merito nostro.

La seduta è iniziata con più ritardo del solito e, contrariamente a quanto dichiarato in seguito dai protagonisti a mezzo stampa, la colpa di tanta agitazione è stata della dottoressa Petrangolini. Proprio lei, quella che ha diretto il comitato elettorale di Zingaretti, l’eletta nel listino bloccato, quella che non vuole la commissione sulla malasanità e ci guarda sdegnosa.

La sua colpa è stata di aver spiegato a Ballarò che i vitalizi si possono tecnicamente tagliare, anche se la sua proposta porterebbe a risparmiare la metà rispetto alla nostra. Coloro che attendono la maturazione del proprio diritto acquisito per le precedenti scorrerie nelle istituzioni si sono inalberati e c’è stata una lunga discussione che ha avuto la conseguenza di dover annullare il consiglio straordinario sui trasporti, previsto per il primo pomeriggio.

Iniziato finalmente il consiglio, uno di coloro che aspetta di ottenere il vitalizio è riuscito a mettere nel sacco la maggioranza, approfittando della manifesta incapacità dei pochi superstiti del PD e facendogli votare per prima una mozione presentata da uno di loro che va contro gli interessi della Giunta, poi si è tergiversato fino all’ora di pranzo, limite invalicabile per i pochi consiglieri che si erano degnati di rimanere per discutere le mozioni.

Approfittando della pausa pranzo abbiamo depositato la nostra proposta di legge sui vitalizi. Abbiamo letto il panico negli occhi di alcuni, poiché le nostre non erano più sole parole, adesso “manent”e non si poteva più dire “faremo”, ora c’era una proposta, aperta al contributo di tutti ma fondata su quattro punti fermi: divieto di cumulo, passaggio al regime contributivo, innalzamento dell’età (da 50 a 65), contributo di solidarietà del 30%.

Dopo un’ora sarebbe dovuto iniziare il Consiglio straordinario, invece il vicepresidente che attende un cumulo di vitalizi ha di nuovo messo nel sacco l’improvvido Leodori perché, approfittando della generale confusione ha richiesto il numero legale, che dava 24 incluso Zingaretti, il quale è considerato il 51esimo consigliere, anche se a via della Pisana si vede meno di certi dipendenti. Il numero non c’era..

“La seduta è sciolta”

ha annunciato il presidente del consiglio.

“Ma come?”

si chiedevano i pochi presenti al di là del vetro.

Prima di pronunciare la formula di commiato, Leodori non ha convocato la capogruppo come previsto e il consiglio per venerdì, ultimo giorno per votare la legge di proroga al Piano Territoriale Paesistico Regionale e non lasciare il Lazio nell’anarchia edilizia.

Abbiamo protestato ma i “responsabili” hanno risposto che non c’è problema, non succede niente,

“ma ti pare?”

Considerando che chi ha pronunciato l’ultima frase ha già un paio di sentenze sulle spalle e che l’assessore che a tarda notte ci ha accusato di fare rumore per nulla è celebre per la sua disponibilità nei confronti di un Supremo attualmente ai domiciliari, avevamo i nostri dubbi a far decadere una legge che applica vincoli sull’edificazione in zone protette e che, nel caso dei piccoli comuni, è spesso l’unico piano paesistico che difende il territorio dalla speculazione.

Dalle 00.01 del 15 febbraio non ci saranno norme a bloccare la centrale a biogas di Gallicano, non ci sarà una legge che sancisce che non si può modificare un centro storico.

L’aula di via della Pisana non era mai stata occupata; c’è sempre una prima volta.

Nessuno era preparato a questa novità, quindi all’inizio hanno dimostrato un certo lassismo (sì, i giornalisti possono venire, basta che non entrino in aula. Sì, gli attivisti possono venire…) poi, dopo un paio di telefonate, hanno dichiarato lo Stato di Occupazione, l’aula è stata chiusa a chiave, non si poteva entrare e chi usciva non poteva tornare. Neanche dovessimo scegliere un Papa.

Ci bastava la telefonata di Leodori che ci annunciava che venerdì ci saremmo riuniti per i dieci minuti necessari ad approvare la legge e saremmo tornati a casa, invece non è accaduto niente e noi siamo rimasti.

La notizia ha iniziato a circolare, è arrivata la troupe del telegiornale regionale della televisione pubblica ma gli è stato impedito l’accesso, idem per gli attivisti, poi sono arrivati i nostri parlamentari che abbiamo potuto vedere attraverso due vetri a una quindicina di metri di spazio e alla fine, le pizze.

Qua dentro tutti, tranne i politici, solidarizzano con noi. e dicono che abbiamo ragione, che “qua è pieno di ex Sindaci riciclati” e che non dobbiamo mollare.

Noi non lo faremo, venite a trovarci domani, sempre che Leodori non chiami prima.


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