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Il Bilancio del Consiglio regionale: più corto di un conto di pizzeria

2 maggio, 2013

bilancio

Dopo la scellerata gestione dei fondi regionali e le spese pazze di Fiorito &Co., a cui abbiamo assistito durante la scorsa legislatura, ci si aspettava più trasparenza e accuratezza dall’attuale Ufficio di Presidenza della regione Lazio nel redigere il bilancio delle spese del Consiglio.

Invece non è così.

Appena due pagine di rendiconto, poco più di un banale conto di pizzeria, dovrebbero bastare a giustificare 70 milioni di euro di spese (i costi di manutenzione della Casa Bianca sono la metà).
Il M5S Lazio ha presentato una ventina di emendamenti (per circa 20 milioni di tagli) per spese sospette, come ad esempio gli oltre 8 mil. per servizi accessori, i quasi 4 mil per la manutenzione e i 300 mila euro per le riviste. Ma questi emendamenti, con molta probabilità, saranno dichiarati inammissibili dal Presidente del Consiglio Leodori, perché troppo dettagliati rispetto alle 2 pagine di rendiconto presentate dall’Ufficio di Presidenza.

Ma come è fatto questo rendiconto che dovrebbe giustificare i 70 milioni di euro di spese del Consiglio della regione Lazio? Semplice: le due pagine contengono la somma di tutto senza alcuna specificazione.
Alla faccia della trasparenza!

E così capita che fare emendamenti giustamente particolareggiati, con tutte le voci di spesa e i dettagli del caso, venga considerato inammissibile e il lavoro fatto dal Gruppo Consiliare a 5 Stelle sia rigettato dall’Ufficio di Presidenza da cui il Movimento è stato, guarda caso, escluso.
La superficialità con cui vengono gestiti i fondi pubblici, nonostante quanto sia accaduto solo a settembre scorso, è inquietante. E’ inquietante soprattutto in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, tra imprese che chiudono, famiglie che non arrivano a fine mese e migliaia di disoccupati.

Cambiano gli attori (e neanche tutti…) ma il copione rimane lo stesso.

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