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PERNARELLA: LA GIUNTA RISPONDA A NOSTRI ATTI SU 118

19 giugno, 2017

All’inizio di questo mese Zingaretti ha annunciato urbi et orbi di aver raggiunto un accordo con la Guardia di Finanza per il controllo della sanità del Lazio, contrassegnata da decenni di illegalità e pessima gestione delle risorse pubbliche. Il Presidente dovrebbe spalancare le porte dell’ARES 118 ai finanziari e mettergli a disposizione tutta la documentazione sugli appalti affidati alle società private, spesso senza gara, per sopperire alla mancanza di mezzi e uomini. Zingaretti si è sempre e solo impegnato nell’annunciare di voler risolvere questa questione ma, alla prova dei fatti, si è eclissato come ha fatto con la questione rifiuti, non accettando nemmeno di prendere in considerazione le nostre proposte formulate con la collaborazione degli operatori del settore.

Alla mancanza di soluzioni efficaci, l’amministrazione regionale del PD ha aggiunto una quasi totale assenza di controllo tanto degli appalti quanto della qualità del servizio offerto dalle società private, spesso onlus con personale volontario e con scarse garanzie contrattuali in termini di ore lavoro. Non capiamo perché la regione non abbia provveduto ad estendere le funzioni della UOC vigilanza e controllo fino a includere il monitoraggio dei mezzi, dell’organico e delle sue dotazioni così come stupisce che, nonostante i ripetuti proclami di trasparenza, la giunta non abbia garantito la pubblicazione degli albi dei fornitori e delle associazioni autorizzate o perché non abbia obbligato l’Ares a fornire dati accurati a supporto delle ripetute ‘chiamate a spot’ che costano più di 1000 euro ognuna alle casse regionali.

I dati e le circostanze che riportiamo nell’atto tracciano un quadro chiaro di come sia stata gestita la questione 118 dalla giunta Zingaretti, favorendo il privato attraverso il mancato potenziamento del pubblico, spesso tradotto in depauperamento delle risorse e peggioramento delle condizioni dei lavoratori, con l’aggravante di aver spesso usato il 118 come merce elettorale, promettendo una riforma che non sembra poter arrivare prima della fine della legislatura regionale, dopo di che toccherà a noi stroncare un’anomalia tutta laziale che costa decine di milioni di euro l’anno.

Sulla delicatissima questione dell’esternalizzazione del servizio, delle chiamate a spot e dell’assenza di pianificazione domani attendiamo in aula una risposta precisa da parte della Giunta all’altra interrogazione a risposta immediata che abbiamo depositato e che è iscritta all’ordine del giorno della seduta.

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