Quando l’impresa si arroga la prerogativa di fare e disfare, accaparrandosi risorse e capitali pubblici in modo incondizionato e mettendo in opera interventi che non servono all’utilità sociale ma aggravano solo le condizioni di vivibilità della Cittadinanza, perde il suo impatto positivo sulla società e anzi la danneggia: allora l’ordinamento dovrebbe secondo me attivare gli strumenti di tutela degli interessi pubblici, primari per legge in questo caso ben manifestati dalla Comunità”.

Così in una nota il portavoce M5S Lazio Marco Cacciatore a proposito del lago ex Snia. Parliamo della società Ponente 1978 srl, che un anno fa ha depositato un progetto di demolizione, ricostruzione e cambio di destinazione d’uso per la realizzazione di un compendio immobiliare a uso residenziale, commerciale e studentato al posto dello scheletro di cemento (ex fabbrica), sempre di sua proprietà, nel Parco delle Energie, presso il lago ex Snia.

Insomma case al posto dell’ex fabbrica, in una zona che si sta tentando di riqualificare.
Dopo la commissione che abbiamo fatto in Regione è venuta fuori la richiesta dell’imprenditore, che strano caso! Come se avessimo smosso qualcosa nel torbido..
“Il tutto considerato, nel quadrante in questione dove sorge il lago ex Snia, siamo ben oltre la media nazionale di concentrazione di abitanti per km. Anzi credo superiamo anche la più alta media nazionale al mondo, che mi pare sia a Singapore con oltre 5000 ab/kmq! Con questa iniziativa si tenta quindi di cementificare uno degli ultimi fazzoletti verdi del quartiere: dove si vive ben al di sotto del rispetto 9 mq di verde pro-capite, da garantire ai Cittadini.

A poche settimane da un’audizione in consiglio regionale, congiunta Urbanistica e Ambiente, convocata da me e dal presidente della VIII Commissione permanente del Consiglio Regionale del Lazio, Valerio Novelli, dove per la prima volta gli uffici della Regione e dell’Agenzia del Demanio si sono confrontati sui procedimenti in essere e con gli strumenti richiesti da una Cittadinanza più che informata, arriva questa iniziativa dell’imprenditore che sa più di rivendicazione che di progetto positivo per la cittadinanza, e si connota anche per un tono minatorio.

“Ai posteri l’ardua sentenza”, intanto noi continuiamo a dare battaglia per ogni misura che la Cittadinanza richiede: al di là di ogni steccato politico, da Cittadini nelle Istituzioni che sanno crescere e mettere da parte le esigenze di apparire per l’istanza di esserci, il vantaggio a cui miriamo sono i risultati di interesse pubblico richiesti dalle Comunità.