La situazione di Ara (Associazione Regionale Allevatori) Lazio con i 41 licenziamenti del maggio 2017 torna al centro del dibattito politico regionale, grazie ad un’interrogazione urgente (Question Time) presentata a prima firma dal Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle, nonché Presidente della Commissione Agricoltura e Ambiente, Valerio Novelli, e che verrà discussa nell’ambito dei lavori d’aula del Consiglio Regionale.

“Lo scorso gennaio – spiega Novelli – ho incontrato una delegazione di ex lavoratori Ara Lazio che mi hanno esposto la loro situazione. Si tratta di professionisti che svolgevano controlli di qualità all’interno delle stalle su tutto il territorio laziale per conto della Regione. Dopo aver assunto una situazione debitoria di oltre due milioni, la società ha provveduto ad effettuare un licenziamento collettivo nel luglio 2017. Oltre al dramma della perdita del lavoro, molti ex dipendenti si sono trovati a non percepire diverse mensilità ed il Tfr”.

Nonostante la Regione Lazio abbia riconosciuto un debito nei confronti di Ara Lazio già a settembre 2017 la situazione non è cambiata. “La Regione Lazio – continua Novelli – ha riconosciuto il suo debito nei confronti di Ara Lazio già con una nota del settembre 2017, firmata dal Direttore Regionale Roberto Ottaviani, per un ammontare di oltre 800mila euro (820.983,17 per la precisione) ma la cifra, a quasi due anni di distanza, è in dubbio se sia stata effettivamente erogata e comunque non è andata a coprire gli stipendi ed il Tfr ai lavoratori”.

Una politica, quindi, sorda e muta ma che ora dovrà dare le risposte che si attendono. “Lo scorso febbraio a margine del mio incontro con gli ex dipendenti- conclude Novelli – presentai già un’interrogazione scritta a cui non è pervenuta alcuna  risposta da parte della Giunta Zingaretti. Ora, quindi, utilizzando lo strumento del Question Time, la Giunta Regionale dovrà prendersi le sue responsabilità e rispondere in Consiglio Regionale, spiegandoci chi allo stato attuale effettua i controlli nelle stalle e dove effettivamente sono finiti questi soldi”.