Stamattina, alle 6, in un Consiglio Regionale in cui la giunta ha ignorato, per metodo e in parte nei contenuti, gli emendamenti che abbiamo presentato come M5S Lazio e raccolto dalle associazioni e dai comitati del territorio, la maggioranza ha approvato il Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR). Ora – pochi minuti fa –, il ministero dei Beni Culturali ha stigmatizzato la decisione unilaterale con cui la maggioranza ha ignorato le tante criticità segnalate dalle soprintendenze – oltre che da noi M5S Lazio – segnalando anche come Zingaretti si sia sottratto ad un preventivo confronto con il ministero, pur avendo, quest’ultimo, inviato alla Regione Lazio una comunicazione  per evidenziare la presenza di 445 situazioni critiche diffuse sul territorio. Il Ministero dei Beni Culturali, si dichiara intanto pronto ad impugnare il piano territoriale paesistico del Lazio. Secondo il Mibac, apprendiamo dalle agenzie, la Regione guidata da Nicola Zingaretti “avrebbe approvato il piano senza tenere conto dei “445 rilievi” avanzati dal ministero e senza considerare che il codice dei beni culturali prevede l’approvazione condivisa e non unilaterale del piano stesso. Il Consiglio Regionale del Lazio, inoltre, sempre secondo il ministero, non avrebbe tenuto conto di un protocollo firmato nel 2013 dalla Regione Lazio e dal Mibac, guidato all’epoca da Massimo Bray, che prevede una collaborazione tra i due enti”.

Proprio per le ragioni evidenziate ora dal Mibac, prima ancora dell’inizio della discussione, in aula abbiamo posto una questione pregiudiziale all’approvazione del PTPR e una richiesta di sospensione e di rinvio dell’esame dello stesso a ultimazione del lavoro istruttorio avviato e poi interrotto con il ministero.
Dal canto nostro, come M5S Lazio, abbiamo raccolto l’allarme segnalato e sollevato dalle associazioni e dai comitati, tra cui Carte in Regola e Italia Nostra – tra le tante realtà che si sono battute sul territorio – proprio per evitare che il PTPR divenisse lo strumento che invece si è palesato in Consiglio regionale ed è stato approvato senza il nostro voto: ovvero un Piano che fa da compendio a piani regolatori e piani di settore per lo sviluppo, che lascia la porta aperta allo sviluppo delle attività di costruzione, alla cementificazione, all’eventuale speculazione. Perché dimentica – il PTPR approvato dal centrosinistra di Zingaretti e a cui si è accodato il centrodestra – , la prima e fondamentale caratteristica di un Piano territoriale paesistico regionale: la salvaguardia, la tutela, il rispetto del territorio e dell’ambiente.
Il PTPR non deve essere, come invece stiamo ascoltando in queste ore dalle parole degli estensori di questo piano, il centrosinistra con il plauso del centrodestra, un piano che serve a sviluppare le attività produttive: per questo esistono i piani regolatori, lo ripetiamo, insieme ai piani territoriali, che comunque soggiacciono al PTPR: ovvero vengono dopo!
Il PTPR serve a proteggere e a salvaguardare, con tutele continuative ad esempio, il centro di Roma, che invece esce da questo PTPR senza protezione né disciplina. Il PTPR serve ad evitare – cosa fondamentale per i cittadini – che si proceda a ristrutturazione, risanamento e rigenerazione urbana nelle aree sottoposte a vincolo archeologico. E questa è una delle cose che il Partito Democratico, con la maggioranza in Consiglio e il centrodestra ad esultare il giorno dopo, ha invece messo nero su bianco: il PTPR che ha votato, consente interventi di costruzione e ristrutturazione, anche con premialità di cubature, in deroga nelle aree vincolate! Noi crediamo che la tutela e la salvaguardia del territorio sia alla base di ogni attività produttiva, senza togliere spazio all’imprenditoria e alla possibilità per il territorio di essere produttivo, vitale e moderno.
Senza salvaguardia, non ci sono regole, e senza regole il territorio diventa preda!