Comunicati Stampa

Apprendiamo dell’indagine della Guardia di Finanza che ha portato alla luce un sistema corruttivo a danno del sistema sanitario regionale del Lazio per la mobilità passiva: gli interventi ai pazienti laziali venivano condotti, secondo la ricostruzione della GDF, da sette medici chirurghi, al di fuori della regione, precisamente a Lucca. In seguito, le complicanze degli interventi effettuati venivano poste a carico delle strutture pubbliche laziali.

Se la magistratura confermerà questo sistema, come sembra già di poter affermare secondo il lavoro dei militari della GDF, siamo di fronte non solo ad un danno per la sanità del Lazio, ma ai cittadini-pazienti, i quali subivano interventi le cui complicazioni erano condizione necessaria per far rientrare la spesa in carico al territorio laziale.

Come M5S Lazio, ci inquieta e ci allarma la vicenda: adesso dobbiamo far luce su quanto sta accadendo nella nostra regione, un fatto che peraltro sembra essere stato già segnalato alla Regione Toscana per l’elevata casistica di mobilità passiva proveniente dal Lazio; azzerare il sistema, se confermato dall’indagine, e porre le condizioni affinché non succeda nuovamente.

La sanità nella nostra regione è stata già messa a dura prova in questi anni, a partire dal commissariamento che ci ha attanagliato e reso impossibile investire e migliorare la sanità per i cittadini laziali.

Ora è il momento di curare la salute del Lazio, allontanando e risolvendo casi corruttivi come questo denunciato quest’oggi.