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Aziende per servizi alla persona: Valentina Corrado (M5S), migliorata la disciplina regolamentare della gestione del patrimonio grazie a intervento emendativo. Criticità permangono su previsioni di deroga a normativa nazionale in materia di concessione di beni pubblici.

Roma, 10 dicembre. Ieri in I commissione alla Pisana, durante la discussione del regolamento regionale sulla disciplina di contabilità economico patrimoniale e del patrimonio delle Aziende Pubbliche di servizi alla Persona, nate dalla trasformazione delle ex IPAB, siamo riusciti a far approvare importanti modifiche al testo presentato dalla giunta. L’obiettivo della nostra Valentina Corrado è stato quello di rendere la gestione del patrimonio delle ASP più trasparente  al fine di evitare gli scandali e le storture alle quali abbiamo assistito fino ad oggi.

A tal fine abbiamo introdotto l’obbligo di pubblicazione sul sito ufficiale dell’azienda, non solo degli atti e delle attività di acquisizione o variazione dei beni, ma anche di assegnazione e dei vincoli a cui il bene è soggetto; è stato introdotto  l’obbligo di inserire nell’inventario dei beni, disponibili e indisponibili, la descrizione del bene, il titolo di acquisto, gli eventuali vincoli risultanti, nonché l’appartenenza degli stessi al patrimonio dei beni culturali da preservare, unitamente all’obbligo di trasmissione degli elenchi sia alla struttura regionale competente, sia ai Comuni in cui ricade il bene.

Nell’ottica di garantire la più ampia pubblicità e fruibilità dei beni appartenenti al patrimonio delle ASP la durata della pubblicazione dell’avviso di concessione del bene, appartenente al patrimonio indisponibile sul sito dell’ASP passa, grazie all’approvazione di una nostra proposta, da quindici a sessanta giorni e, quando il bene ha un notevole rilievo economico, la pubblicità deve avvenire sfruttando anche tutti gli strumenti di comunicazione a disposizione dell’ASP. Abbiamo esteso la stessa forma di pubblicità anche quando vi è un’istanza di concessione di parte. Questo per evitare ciò che accadeva in passato, ovvero la concessione di beni immobili in locazione, senza procedura di evidenza pubblica , spesso in violazione delle finalità previste dalla tavole di fondazione e a vantaggio di un privato.

Altra modifica approvata riguarda l’impossibilità per le ASP di poter conferire beni, afferenti al patrimonio indisponibile, a fondi comuni e di investimento, contrariamente a quanto previsto nel regolamento presentato dalla giunta. Rimane il tema dei conferimenti già programmati e vincolati all’esistenza di contratti in essere, stipulati ante riforma, sui quali continueremo a vigilare affinché anche questo patrimonio possa essere messo a disposizione della collettività per servizi socio assistenziali.

Rimane la criticità legata al tetto massimo del termine per la concessione di immobili in locazione fissato a cinquanta anni e che ha visto respinta la nostra proposta di riduzione a massimo venti anni, come previsto dalla disciplina nazionale concernente i criteri e le modalità di concessione in uso e in locazione dei beni immobili appartenenti allo Stato. E, con altrettanto grave danno alla trasparenza e alla fruibilità del patrimonio pubblico delle ASP, è stata respinta anche l’osservazione che mirava a garantire l’inderogabilità della procedura di evidenza pubblica per la concessione dei beni appartenenti al patrimonio indisponibile delle ASP.

Il Regolamento cosi approvato comporta che i beni delle ASP, da dare in concessione alle amministrazioni dello stato, della regione, delle province o di altri comuni, nonché in favore di società e consorzi a prevalente partecipazione pubblica, potranno essere concessi ricorrendo a trattativa negoziata o diretta, e dunque senza alcuna gara  in barba alla normativa nazionale e comunitaria, nonché alla copiosa giurisprudenza contabile e amministrativa, che in modo chiaro impone l’obbligo di esperire procedure ad evidenza pubblica in materia di concessione di beni pubblici.

La nostra azione politica continuerà in sede di aula: presenteremo diversi emendamenti in legge di stabilità per risolvere e definire al meglio le osservazioni respinte oggi in commissione. Per troppo tempo il patrimonio delle ex IPAB, è stato gestito  con scarsa trasparenza e in maniera discrezionale. Quest’epoca deve finire!