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Nel testo del collegato presentato dalla giunta Zingaretti, l’istituzione del consorzio industriale, in cui ci sono criticità evidenti.

Roma, 30 gennaio – La portavoce M5S Lazio, Valentina Corrado, ad introduzione della discussione in aula spiega chiaramente le criticità: nel dicembre 2018 il Presidente Zingaretti si è affrettato a nominare un commissario che si doveva occupare della redazione del progetto di integrazione dei consorzi provinciali al “modico” compenso di 11.040,00 euro al mese. Dal 2018 ad oggi nulla di quanto era previsto nel cronoprogramma dell’azione del Commissario è stato realizzato: niente analisi e valutazione del patrimonio dei consorzi, nessuna predisposizione e approvazione del progetto di fusione, del piano economico, dello statuto e di tutto ciò che serve ad avviare la costituzione di questo nuovo ente.

Tuttavia nella legge (Collegato), che stiamo esaminando in consiglio, vengono attribuiti al consorzio industriale unico funzioni che già svolgono direzioni regionali o società partecipate della regione, come la gestione dei contributi e degli incentivi per le imprese o la gestione delle gare. Per non parlare dell’auto valutazione, attribuita al consorzio, delle ricadute economiche, occupazionali, sociali e ambientali discendenti dalle politiche che lo stesso dovrà attuare, che è come dire: “Oste, com’è il vino?”.

Inoltre – aggiunge la consigliera – in assenza di qualunque visione economica, di sviluppo industriale, di redazione delle politiche che vorrà adottare il nuovo Consorzio Unico, la preoccupazione del presidente Zingaretti e di chi ne fa le veci in Regione Lazio, data la sua latitanza, è quella delle poltrone. Nell’articolo è prevista la nomina del Presidente e del consiglio di amministrazione, quali organi del consorzio unico, in assenza di requisiti professionali e manageriali per figure che avranno la responsabilità gestionale di un ente complesso.

Con l’istituzione del consorzio unico industriale, come voluto dalla giunta Zingaretti e presentato nel testo del collegato in aula, si rischia di creare un ennesimo carrozzone vuoto di contenuti ma pieno di poltrone.

“Nel corso delle audizioni in commissione e dell’aula, abbiamo fatto presente – ricorda anche la portavoce 5Stelle Francesca De Vito – che non era corretto seguire questo iter perché per istituire un’ulteriore struttura ci vuole una legge, con la conseguente attività nella relativa commissione e poi nel Consiglio. Non è logico creare un Consorzio unico come stazione appaltante, laddove esistono per la gestione degli appalti e dei fondi regionali, gli uffici competenti, compreso l’ “Ufficio Europa”.

Uffici che invece verrebbero soppiantati dal Consorzio Unico Industriale, istituito tramite il Collegato”.