La giunta Zingaretti istituisce un ente regionale in barba ai più basici criteri di trasparenza delle nomine

Roma 11 febbraio

“In barba ai criteri di trasparenza e senza minimamente considerare i nostri emendamenti e le nostre osservazioni – spiega in una nota M5S Lazio – la giunta Zingaretti ha dato vita al Consorzio unico industriale, nell’ambito del Collegato al Bilancio, oggi in aula alla Pisana.

Il Consorzio è un organismo che sarà composto da un presidente e un consiglio di amministrazione selezionati senza un avviso pubblico e senza requisiti minimi essenziali visto che dovrà gestire soldi pubblici per gli incentivi e i contributi a favore delle imprese. Avevamo espressamente richiesto, con un emendamento ad hoc, che il Consorzio non doppiasse le funzioni di Lazio Innova, che è un ente pubblico al 100%, diversamente dal costituendo Consorzio a cui invece possono aderire istituti di credito ed enti privati.

Questo vuol dire mettere in mano ad un organo di nuova realizzazione, i cui membri sono vicini a banche o società di gestione del risparmio, risorse pubbliche per lo sviluppo economico del territorio. Viene da chiedersi: possibile che per favorire la crescita delle aziende e del tessuto produttivo del Lazio, la maggioranza debba creare una zona di opacità così estesa e che permetterà eventuali condizionamenti sulla destinazione di queste risorse?

Altra grossa criticità: la governance del Consorzio mancherà, per volontà della stessa giunta, dei criteri e dei requisiti di selezione del Presidente e dei componenti del CdA che lo costituiranno, tanto che il presidente della nostra regione Nicola Zingaretti potrà pescare nel suo “carnet di amici degli amici” per nominarli.

Insomma, il consorzio unico sarà un carrozzone in cui far accomodare manager della cui esperienza non si potrà chieder conto, perché la maggioranza non ha previsto neanche la pubblicazione di un avviso pubblico con relativi requisiti per la selezione, e che potrebbe perfino essere rappresentato da un CdA i cui componenti hanno un trascorso professionale fallimentare.

Tanto per rendere l’idea: anche un manager che ha chiuso tre esercizi consecutivi in perdita, nell’ambito di una società partecipata, potrà essere nominato tra i componenti del Consiglio di amministrazione del Consorzio.

Un capolavoro di inutilità e spreco di denaro, visto che gli stipendi di quei nominati saranno pagati con i soldi dei cittadini”!