Nel corso dell’audizione dei delegati Enel in merito alla situazione delle Centrali di Torrevaldaliga Nord e Alessandro Volta di Montalto di Castro da noi richiesta in VI Commissione Lavori pubblici, i consiglieri 5 stelle Devid Porrello e Silvia Blasi sono intervenuti presentando le criticità relative alla relazione che i tecnici di Enel hanno presentato in Commissione.

“Il territorio di Civitavecchia e il litorale nord del Lazio sono territorio che hanno già dato tanto dal punto vista della produzione energetica e delle sue ricadute ambientali-afferma il consigliere Porrellonecessario cambiare il metodo in cui si produce energia: le centrali di grandi dimensioni previste dal piano di Enel stridono con gli intenti di sostenibilità e concertazione con il territorio di cui parla l’Azienda.”

“Siamo contenti che il carbone venga messo fuori fase entro il 2025-continua Porrello- e che quindi vada riorientato il modo di produrre energia, ma non si può pensare solo a rimpiazzare la potenza energetica negli stessi territori che da quarant’anni ne patiscono gli effetti e secondo logiche progettuali ormai superate. Stesso discorso per la previsione di convertire la centrale Tvn in una centrale a gas, che anche se più efficiente del carbone è un impianto comunque impattante che ha una potenza installata molto alta e che insiste sempre sulla stessa porzione di territorio. Sembra che Enel non riesca a portare soluzioni realmente sostenibili a Civitavecchia-conclude il consigliere-mentre si evidenzia poca nuova progettualità nel redistribuire gli impianti e ridimensionare impianti e nell’investire sulle rinnovabili.”

Nel suo intervento, la  nostra consigliera Silvia Blasi ha evidenziato le criticità e le ricadute di natura economica, sanitaria e ambientale della centrale Enel di Civitavecchia: “ Ho fortemente voluto questa audizione, in modo da poter intervenire sul Piano Energetico Regionale, indirizzandolo verso la una produzione di energia elettrica orientato all’ecosostenibilità. La priorità è infatti coniugare la produzione di energia con i territori e il loro indotto economico. La transizione energetica sarà lunga ma è un passaggio fondamentale e necessario per i nostri territori.”

“Restano poi aperte varie questioni sulla centrale di Montalto-continua Blasi- come ad esempio sul cronoprogramma dello smantellamento dell’impianto, che dovrebbe essere concertato con il territorio, così come resta l’incognita della destinazione futura dell’impianto in questione. Altra incognita nei progetti di Enel resta il destino della centrale geotermica di Latera, che nel 1999 è stata protagonista di un incidente che ha causato addirittura una nube tossica.”

La consigliera Blasi ha poi evidenziato come l’espansione delle centrali energetiche fotovoltaiche su suolo agricolo sia uno dei fenomeni più preoccupanti dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, come rappresentato dai sindaci del territorio: un tema che dovrà essere centrale nella discussione del Piano Energetico Regionale.

“Sindaci e agricoltori- afferma Blasi- non possono essere l’unico argine ai progetti di mega impianti fotovoltaici su suolo agricolo: il fotovoltaico, una risorsa fondamentale, è parte della transizione energetica, ma bisogna rendere prioritario l’uso di aree industriali dismesse e ai tetti degli edifici per l’installazione di tali impianti e solo in ultima istanza su suolo agricolo, fonte primaria di sostentamento per tutti noi.”