La consigliera regionale pontina interviene sull’indagine giornalistica “Follow the Money”

Roma, 29 Aprile – “Tutto potrei essere tranne che sorpresa. La prima puntata dell’inchiesta di Fanpage sul partito della Lega e in particolare sulla formidabile ascesa del dirigente Ugl, il pontino Claudio Durigon, racconta alla ribalta nazionale quanto nella provincia di Latina tanti sanno ma troppi hanno fatto a lungo finta di non vedere nonostante l’incessante lavoro della Magistratura e di pochissimi cronisti, uno tra questi è il blogger Bernardo Bassoli che nel video di Fanpage compare, che si sono presi l’onere di mettere quotidianamente in fila tutti i tasselli del complicato puzzle costituito da imprenditori, sindacati, politici, tanti soldi e rapporti con pezzi di criminalità organizzata”.

Così Gaia Pernarella, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle eletta in provincia di Latina, commenta l’inchiesta giornalistica “Follow the Money” diffusa da Fanpage e che nella sua prima puntata mette al centro della vicenda il Sottosegretario al MEF Durigon.

I rapporti della Lega con il Sindacato Ugl e con i clan che hanno pesantemente influenzato le campagne elettorali di Latina, Terracina e non solo sono da tempo sotto gli occhi di tutti e noti sin dall’operazione Alba Pontina, e poi nelle operazioni che hanno toccato Aprilia con protagonista l’uomo riconosciuto vicino alla ‘ndrangheta Gangemi, e ancora nella successiva Dirty Glass con al centro l’imprenditore Iannotta, già presidente del Terracina Calcio. Un coacervo di interessi che in provincia di Latina altri prima di me – prosegue Pernarella – hanno definito come terra della “quinta mafia” ovvero incontro tra gruppi criminali diversi ma associati nella gestione del territorio con l’aiuto di innumerevoli cosiddetti colletti bianchi. Di fronte a tutto questo, e l’inchiesta di Fanpage aiuta a portare alla ribalta nazionale questa drammatica situazione, è quanto mai necessario implementare le indagini, fare ulteriore luce dove necessario”.

Prima di ogni altra cosa però – conclude Pernarella – auspico chiarimenti o le dimissioni irrevocabili del Sottosegretario Durigon le cui dichiarazioni in questo ruolo sulle attività investigative, come già sottolineato dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle, destano profondo sconcerto e imbarazzo”.