“Colora Roma” decoro e creatività: il concorso di street art aperta ai giovani talenti

Arriva la proposta da parte del Campidoglio per dare un’opportunità ai giovani artisti di esprimersi e dare decoro alle vie della città.

Il contest “Colora Roma” è un evento nato per raggiungere diversi obiettivi. Ai giovani piace moltissimo la street art e in effetti non si può negare che in alcuni casi siamo di fronte ad arte vera. Persino la presidente della commissione cultura Erica Battaglia ha ammesso che le opere potrebbero arricchire la città, e attirare anche l’interesse dei turisti.

concorso street art roma
Un esempio di street art – Lazio5stelle.it

Roma non è solamente Colosseo o Campo dei Fiori, ma ovviamente il turismo di massa scopre solo una piccola parte delle bellezze della Capitale. D’altro canto, esistono molte strade, sottopassi, palazzi e muri che sono stati abbandonati a se stessi e in seguito deturpati da scritte vandaliche. Dare un volto nuovo a queste zone è sicuramente un obiettivo nobile, ed ecco l’idea di “Colora Roma”.

Come funziona il concorso di street art nella Capitale

L’idea del concorso, affrontata nel corso delle commissioni ambiente e cultura, vuole coniugare arte, espressività dei giovani e decoro della città. Al momento si stanno individuando le zone dove si potrebbe far svolgere il contest. I giovani artisti sarebbero chiamati a dare un aspetto completamente nuovo ad aree abbandonate al degrado, magari utilizzando la street arti per lanciare messaggi sociali di rilevo, su tematiche attuali.

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Le opere artistiche di street art possono essere molto belle e interessanti – Lazio5stelle.it

Il consigliere democratico Mariano Angelucci ha proposto una serie di location dove far realizzare le opere, cercando di individuare zone che potrebbero anche attirare turisti in contesti diversi dai consueti. Sono molte, infatti, le zone al di fuori del centro storico che hanno comunque ottime potenzialità.

Già in diverse aree la street art ha funzionato e ha dato letteralmente un volto nuovo ai quartieri, basti pensare a Ostiense, che da qualche anno è stata rinominata “street art district di Roma”, ma anche Muro al Quadraro, Sanba a San Basilio o alle tante opere realizzate a Tor Pignattara o al Pigneto.

Il presidente della commissione ambiente Giammarco Palmieri ha ricordato che la grande differenza tra la street art legale e quella illegale ha un potenziale enorme, e con un impegno da parte di tutte le realtà interessate, nonché dell’entusiasmo e della bravura dei giovani talenti, si può davvero fare quel cambiamento in positivo che la città attende da molto tempo. Non resta che attendere la concretizzazione dell’evento e poi godere dei risultati, magari cogliendo l’occasione per visitare un’altra faccia della Capitale. 

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