Pensioni, adesso arriva il blocco dell’accredito: ecco chi non riceverà i soldi dall’INPS

Adesso arriva il blocco delle pensioni. L’accredito potrebbe non essere erogato dall’INPS e ora è possibile scoprire chi non riceverà i soldi.

La pensione potrebbe essere bloccata per diverse ragioni che possono essere amministrative, legali o fiscali. Infatti quando il pensionato ha debiti con l’Amministrazione, come ad esempio imposte non pagate o multe non saldate, l’Agenzia delle entrate e della riscossione potrebbe attivare procedure di recupero, che potrebbero comportare il blocco del pagamento della pensione.

Pensione blocco accredito chi non riceverà soldi
Chi non riceverà la pensione e viene punito dal blocco dell’accredito – lazio5stelle.it

In base alla normativa vigente, le Amministrazioni Pubbliche sono tenute a verificare se un beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento. Se sorgono sospetti di frode o irregolarità legate alla pensione, le autorità previdenziali potrebbero decidere di sospendere il pagamento in attesa di un’indagine approfondita. Adesso però è possibile scoprire quando arriva il blocco dell’accredito secondo la legge e chi non riceverà l’importo.

Pensioni, adesso c’è il blocco dell’accredito: loro non riceveranno soldi

Il pignoramento della pensione è di fondamentale importanza per molti pensionati. Quando si accumulano debiti con l’Amministrazione,  ciò può comportare ritardi nei pagamenti della pensione e del TFR. È essenziale comprendere le implicazioni normative e i limiti previsti per i pignoramenti.

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In questi casi la pensione viene bloccata – lazio5stelle.it

Secondo quanto previsto dall’art. 48 bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, le Amministrazioni Pubbliche devono verificare se un beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento, il cui ammontare complessivo sia pari o superiore a 10.000 euro. Tuttavia a partire dal 2018 questo limite è stato ridotto a 5.000 euro. Tale verifica è essenziale per attivare eventuali azioni di recupero da parte dell’Agenzia delle entrate e della riscossione.

È importante notare che, secondo la legge 21 settembre 2022, n. 142, il limite di impignorabilità delle pensioni è stato aumentato a 1.000 euro. Le somme dovute a titolo di pensione, TFR o altre indennità di quiescenza non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro.

Per quanto riguarda i pignoramenti disposti dall’Agente della riscossione, esistono dei limiti precisi:

  • 1/10 per importi fino a 2.500,00 euro;
  • 1/7 per importi da 2.500,00 a 5.000,00 euro;
  • 1/5 per importi superiori a 5.000 euro.

Questi limiti, stabiliti dall’articolo 72 ter del D.P.R. 602/73, indicano quanto può essere pignorato dalle pensioni e altre indennità relative al rapporto di lavoro. Nel caso di accredito su conto corrente, si applicano gli stessi principi sopra illustrati. Le somme versate sul conto sono pignorabili per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale. Allo stesso tempo se i limiti sopra specificati non vengono rispettati, il pignoramento è inefficace per la parte eccedente i suddetti limiti.

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