NASPI, il rischio è concreto: perdi il beneficio e devi anche restituire gli importi

Tutti coloro che percepiscono la NASPI, adesso possono affrontare un rischio concreto. Così perdi il beneficio: dovrai restituire gli importi.

Tutti conosciamo la NASpI. Stiamo parlando di quella misura di assistenza istituita il 4 marzo 2015 ed erogata dopo la richiesta del diretto interessato. Ad accedere a questo beneficio sono tutti coloro che hanno perso il lavoro involontariamente. Non tutti sono a conoscenza però delle regole da seguire. Infatti per prima cosa bisogna sapere che senza inviare la comunicazione all’INPS ogni mese, si rischia subito di perdere il beneficio.

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Chi percepisce la NASPI adesso dovrà fare molta attenzione – lazio5stelle.it

Sono inclusi in questa misura anche apprendisti, soci lavoratori di cooperative, personale artistico dipendente e dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni. Nonostante questo ci sono anche alcune categorie escluse. Tra queste troviamo i dipendenti pubblici a tempo indeterminato, gli operai agricoli a tempo determinato, i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale e coloro che ricevono l’assegno ordinario di invalidità. Il rischio di perdere la NASpI c’è ed oggi vedremo tutte le casistiche.

NASpI, in questi casi rischi di perderla: fai molta attenzione

Se percepisci l’assegno NASpI ogni mese, è cruciale essere al corrente di un rischio che potrebbe compromettere tale beneficio. Recentemente la Cassazione ha emesso una sentenza rilevante su questo argomento, mettendo in luce la questione della decadenza dalla NASpI. La situazione in questione riguardava un individuo a cui l’INPS aveva negato l’indennità poiché non aveva comunicato l’avvio di un’attività lavorativa autonoma entro trenta giorni dalla presentazione della domanda di prestazione. Sebbene inizialmente la Corte d’appello di Palermo avesse accolto la richiesta del cittadino, l’INPS aveva fatto ricorso in Cassazione.

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L’ultimo rischio legato a chi riceve la NASPI – Foto Ansa – lazio5stelle.it

La sentenza della Cassazione ha confermato che la decadenza dalla NASpI può verificarsi anche se l’attività autonoma era già in corso al momento della domanda di disoccupazione, a condizione che non sia stata comunicata entro il suddetto periodo di trenta giorni. Tale decisione si basa sull’interpretazione delle normative relative alla NASpI, che richiedono la tempestiva comunicazione di qualsiasi attività lavorativa autonoma.

È quindi di fondamentale importanza informare prontamente l’INPS riguardo a qualsiasi attività lavorativa autonoma in corso, anche se essa è stata avviata precedentemente alla richiesta di NASpI. La mancata comunicazione potrebbe comportare la decadenza dal diritto all’indennità di disoccupazione. La NASpI rappresenta un essenziale sostegno per coloro che si trovano senza lavoro, ma è cruciale rispettare le regole e le procedure per evitare di perdere questo importante beneficio.

Il consiglio è quindi quello di essere sempre al corrente delle normative e delle procedure relative alla NASpI e agire prontamente nel comunicare qualsiasi cambiamento nella propria situazione lavorativa all’INPS. Solamente in questa maniera è possibile evitare la perdita del sostegno finanziario.

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