TARI, altro che addio, se abiti in questo Comune la paghi il triplo

La Tari sta aumentando sempre di più e c’è un comune (e non solo uno) dove la si paga anche il triplo. Scopri perché e cosa puoi fare a riguardo.

Di questi tempi, ogni singolo aumento è in grado di destabilizzare il delicato equilibrio economico dato da entrate e uscite. Per questo motivo, è molto importante prestare attenzione a tutte le possibili spese, prevedendone eventuali aumenti e conoscendo le strategie per affrontarle senza troppi pensieri.

Tari paghi il triplo
Ecco dove si paga di più la Tari – foto: CANVA – (Lazio5stelle.it)

Se pensiamo alla tassa dei rifiuti meglio nota come Tari, ad esempio, ci sono diversi comuni che stanno andando incontro ad aumenti importanti che è meglio conoscere per non avere brutte sorprese all’ultimi momento. Ecco, quindi, qual è il comune in cui la tassa dei rifiuti è aumentata anche del triplo e quali sono, in generale, le città in cui si paga di più rispetto alle altre.

Tari e pagamenti: i comuni più cari

Iniziamo ricordando che la Tari (ovvero la tassa sui rifiuti) deve essere pagata da chiunque sia proprietario di un immobile o sia in affitto da più di sei mesi. Detto ciò, questa tassa viene solitamente calcolata in base alla superficie dell’immobile, a quante persone lo abitano e al suo essere classificato come domestico o non domestico. Su questo calcolo scatta poi una percentuale che varia da comune a comune.

pagamenti tari
Ecco il comune con la Tari più alta – Foto: CANVA – (Lazio5stelle.it)

Per fare un esempio, Milano è una delle città con Tari più bassa e tutto per una scelta fatta dal comune stesso. Nel resto d’Italia, però, la tassa sui rifiuti tende ad aumentare di anno in anno. E tra le città più care abbiamo Roma, Firenze, Padova, Verona e Palermo. Tra quelle carissime ci sono, invece, Ancora e Perugia che pagano un +7% circa, arrivando a Tari davvero alte rispetto a quanto previsto.

Chi abita nelle città sopra indicate, quindi, si troverà ben presto a pagare più di prima e a volte anche in mancanza di miglioramenti del servizio offerto. Ovviamente, se le cose non stanno bene o se si pensa ci siano errori nel calcolo si può sempre fare ricorso. Per farlo basta agire prima della scadenza del bollettino e quindi del successivo accertamento, impugnando la richiesta di pagamento ed esprimendo un ricontrollo per cifra atipica o non considerata idonea. Una possibilità data ai cittadini che si trovano a sostenere costi che non sono in grado di reggere e tutto a causa di una tassa sui rifiuti sempre più alta e spesso sproporzionata rispetto ai consumi.

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