Pensione INPS facile a 64 anni e con 20 di contributi: come non perderla

Adesso è possibile ricevere la pensione dell’INPS a soli 64 anni e con 20 di contributi. In questa maniera rischi di non perderla: le ultime.

Tra i temi di maggior dibattito pubblico troviamo specialmente quello delle pensioni. Nell’ultimo periodo le discussioni si sono concentrate specialmente su quelle che sono le pensioni di reversibilità. Questa solitamente è destinata al coniuge superstite, ma anche ai figli. Quando queste figure mancano, però, potrebbe finire anche a fratelli e sorelle. Questi devono rispettare alcuni requisiti: fra questi troviamo anche l’essere a carico del titolare di pensione e di inabilità al lavoro.

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Arriva la lieta notizia riguardante le pensioni per gli italiani – Lazio5Stelle.it

A riguardo, tra le domande più comuni troviamo se questa può essere trasferita anche ai nipoti. Una sentenza della Corte Costituzionale del ’99 ha sbrogliato la matassa, visto che secondo questa i nipoti minorenni vanno equiparati ai figli se questi sono a carico dei nonni. Adesso però il tema principale si concentra su come andare in pensione a 64 anni e solamente con 20 di contributi. Questa infatti potrebbe essere un’opzione molto allettante per tutti i contribuenti italiani ed è possibile farlo in un solo modo.

Pensione INPS a soli 64 anni e con 20 di contributi: il metodo

Andare in pensione a 64 anni con soli 20 anni di contributi può sembrare un’impresa difficile, ma esiste una soluzione che rende questo obiettivo più accessibile: la pensione anticipata contributiva. Questa opzione presenta un limite importante legato all’importo minimo della pensione, che può risultare un ostacolo per molti lavoratori. Fortunatamente, ci sono alcune soluzioni che possono facilitare l’uscita dal mondo del lavoro.

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Come sarà possibile andare in pensione a 64 anni e con 20 di contributi – Credits: Ansa Foto – Lazio5Stelle.it

Nel 2024 coloro che hanno almeno 64 anni di età e almeno 20 anni di contributi versati possono accedere alla pensione anticipata contributiva, purché il primo accredito sia successivo al 1995. Tuttavia per poter usufruire di questa misura è necessario che l’importo della pensione raggiunga almeno i 1.603 euro al mese. Questi sono corrispondenti a 3 volte l’assegno sociale. Per le donne con figli, i requisiti sono leggermente meno rigidi: il minimo necessario è di 2,8 volte l’assegno sociale per chi ha avuto un figlio e di 2,6 volte per chi ne ha avuti più di uno.

Le lavoratrici madri possono beneficiare di ulteriori vantaggi, grazie a una vecchia normativa che favorisce coloro che devono raggiungere la soglia di pensione adeguata. Ad esempio le donne con figli possono andare in pensione a 64 anni. Mentre quelle con tre o più figli possono farlo già a 63 anni. Inoltre possono scegliere tra uno sconto sull’età di uscita di 4 mesi per ogni figlio fino a un massimo di un anno e un calcolo migliore della pensione.

Uscendo a 64 anni le lavoratrici madri con uno o due figli possono beneficiare di un calcolo della pensione con il coefficiente di chi esce a 65 anni, ottenendo così un importo più alto. Se invece hanno avuto tre o più figli, il calcolo della pensione si basa come se l’uscita fosse stata a 66 anni, offrendo ulteriori vantaggi in termini di importo pensionistico.

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