Pignoramento pensione o TFR, attenzione: pessima notizia per molti

Fai molta attenzione al pignoramento della pensione o TFR. Arriva la pessima notizia per moltissimi cittadini: cosa sta succedendo. 

Sono tantissimi gli italiani che si chiedono quando scatta il pignoramento della pensione e del TFR. Infatti anche se non si conoscono bene i termini di legge, tutti possono facilmente intuire che il prelievo forzato della rendita o del trattamento di fine rapporto potrebbe scattare in presenza dei debiti da parte di chi ne beneficia.

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Arriva la brutta notizia riguardante il pignoramento della pensione o TFR – lazio5stelle.it

Esistono comunque dei limiti che il legislatore ha stabilito per tutti coloro che ricevono delle pensioni basse. Il pignoramento della pensione, a differenza di quanto succede con Tfe o Tfs, scatta nel momento in cui il lavoratore inizia a percepire la rendita. Quindi subito dopo la domanda di pensione presentata all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Infatti proprio l’INPS, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate Riscossione, verifica la presenza di debiti o degli insoluti passati a ruolo che il lavoratore non ha ancora provveduto a sanare. La pratica oggi non solo è veloce, ma è anche automatica. Per questo motivo è importante sapere cosa succede in questi casi.

Pignoramento pensione o TFR, fai molta attenzione: la brutta notizia per molti

Il processo di verifica che porta al pignoramento della pensione o del TFR è una procedura delicata che l’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) deve seguire attentamente. Prima di concedere il pagamento della pensione, l’INPS verifica se ci sono pendenze col fisco o altri debiti con la pubblica amministrazione che sono stati segnalati e portati a ruolo. Questa verifica avviene in conformità con la normativa vigente, che stabilisce un limite minimo di 5.000 euro per l’avvio del processo di pignoramento.

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Fai molta attenzione a questi casi – laziosStelle.it

Se il debitore non ha ancora risolto il debito o intrapreso un percorso di rientro, l’INPS può bloccare l’erogazione della pensione. Questo può causare ritardi nei pagamenti, fino a due mesi rispetto alla data prevista per il primo assegno. Se l’importo della pensione è di 5.000 euro al mese o superiore, una parte della pensione sarà trattenuta e destinata all’Agenzia delle Entrate Riscossione secondo un piano rateale che tiene conto dell’entità del debito, comprensivo di interessi legali e sanzioni.

Anche il Trattamento di Fine Servizio (TFS) può essere soggetto a pignoramento, sebbene il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) pagato direttamente dal datore di lavoro privato richieda una procedura di pignoramento presso terzi. È importante notare che il pignoramento della pensione può verificarsi anche per importi inferiori a 5.000 euro, ma in questo caso l’azione esecutiva avviene successivamente alla liquidazione della pensione.

I creditori possono agire per recuperare le somme dovute nei limiti fissati annualmente dalla legge. Attualmente, l’importo della pensione pignorabile non può superare un quinto al di sopra della soglia minima pignorabile, che dal 1 gennaio 2024 è di 1.068,82 euro al mese. Ciò significa che al di sotto di questa soglia, il pignoramento non è possibile. Al di sopra di questo limite, invece, può essere pignorata la quinta parte dell’eccedenza.

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