Pensioni, questa “categoria” ha un vantaggio enorme: ecco come muoversi per migliorare la propria posizione

Si torna a parlare di pensioni: questa categoria ha un vantaggio enorme. Come muoversi per migliorare la propria situazione: la novità.

Sono tantissimi gli italiani che hanno come obiettivo quello di andare in pensione a 64 anni. Del resto questa è un’opzione concreta per tutti i lavoratori che sono nati dagli anni ’50 fino al 1960. Le persone in questione, infatti, non solo hanno 64 anni, ma ricadono anche nel sistema pensionistico di calcolo misto. Questo significa che c’è la possibilità di uscire 3 anni prima rispetto alla vecchiaia prevista a 67 anni. Allo stesso tempo però uno dei requisiti è sicuramente quello legato agli anni di lavoro alle loro spalle.

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C’è una buona notizia per questa categoria di lavoratori – lazio5stelle.it

Questa possibilità potrà essere concessa anche a tutti quei lavoratori che hanno solamente 20 anni di contributi. La legge riserva a tutti loro il diritto ad accedere alla pensione anticipata. L’unico vincolo è che riescano a raggiungere una soglia minima di pensione pari a tre volte l’importo dell’assegno sociale. A conti fatti, questo livello supera l’importo medio delle pensioni in Italia. Per questo motivo è un vero e proprio sbarramento per la maggior parte dei lavoratori. Ora è possibile scoprire per questi lavoratori come andare in pensione a 64 anni.

Pensione, questi lavoratori possono esultare: cosa cambia per questi contribuenti

La possibilità di andare in pensione a 64 anni è un argomento di grande interesse per i nati tra gli anni ’50 ed il 1960. Questi individui, che compiono o già hanno compiuto 64 anni, possono lasciare il lavoro se hanno accumulato oltre 41 anni di contributi. In questo contesto si parla di pensione anticipata, dove il requisito principale è contributivo, indipendentemente dall’età anagrafica.

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Come questi lavoratori andranno in pensione a soli 64 anni – lazio5stelle.it

I nati nel 1959-1960 possono presentare domanda di pensione anticipata se hanno maturato almeno 41 anni e 10 mesi di contributi (per le donne) o 42 anni e 10 mesi (per gli uomini). Questa forma di pensionamento, introdotta dalla riforma Fornero, permette di andare in pensione tre mesi dopo la maturazione del diritto. In pratica questo significa che il pagamento della pensione può avvenire a 64 anni e 3 mesi o a 64 anni e 6 mesi, e non esattamente a 64 anni. Questa differenza rispetto alla pensione di vecchiaia, che decorre dal mese successivo alla maturazione dei requisiti, rappresenta una penalizzazione.

L’ordinamento italiano prevede anche la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi per chi ha iniziato a lavorare molto giovane. Questa opzione è riservata ai cosiddetti “lavoratori precoci”. La categoria in questione è composta da tutti coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni e che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima di quella età.

Anche per questa tipologia di pensionamento, si applica una “finestra mobile” di 3 o 6 mesi, che posticipa l’erogazione della pensione dopo la maturazione dei requisiti. I mesi diventano 6 per i dipendenti pubblici. Non hanno diritto a questa prestazione coloro che non hanno contributi versati prima del 1996, rientrando così nel solo sistema di calcolo contributivo della prestazione. Tenendo presente questa grande novità, i diretti interessati potranno anticipare la loro pensione.

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